DISTURBI D'ANSIA

L’ansia e la paura sono emozioni comuni ed anzi fondamentali: ci informano di situazioni spiacevoli e allarmanti e ci guidano a individuare il comportamento più utile a difenderci dai pericoli o fuggire.
Possono però diventare esagerate e fuori luogo quando si attivano e perdurano nonostante sia cessato il pericolo o quando invece si presentano ancora prima del rischio di un pericolo concreto, anche solo pensando che potrebbe accadere qualcosa di potenzialmente minaccioso.

In questi casi emozioni così apprezzabili per la nostra stessa sopravvivenza rischiano invece di compromettere il benessere personale, limitando il normale funzionamento relazionale, lavorativo e sociale.
Le persone, per esempio, possono smettere, anche improvvisamente, di praticare sport che prima amavano, oppure evitare di muoversi in macchina, specialmente in autostrada o in percorsi sconosciuti, possono trovare molto stressanti situazioni prima gestibili, o provare ansia al solo pensiero di affrontare una situazione ecc.


I sintomi dell’ansia

Frequentemente possono anche insorgere uno o più sintomi tipicamente ansiosi, quali:

- tachicardia ansiogena
- eccessiva sudorazione
- disturbi dell’apparato gastro-intestinale
- insonnia
- sensazioni di difficoltà respiratoria
- costrizione sul petto
- sensazione improvvisa di panico, senza un motivo apparente
- paura di morire o paura di perdere il controllo o di impazzire
- eccessiva preoccupazione per la propria salute fisica
- pensieri ossessivi
- smisurato senso di responsabilità
- evitamento delle situazioni potenzialmente ansiogene
- comportamenti compulsivi (es: lavaggio ripetitivo delle mani)
- bisogno di eccessive rassicurazioni da parenti e amici
- impossibilità a frequentare contesti e spazi in cui non si percepiscono via di fuga
- timore di non ricevere l’aiuto o il conforto necessari in caso di malessere

Nei casi in cui l’ansia assuma un carattere così intrusivo, l’intervento di uno psicologo psicoterapeuta può essere di giovamento per riconoscere la sorgente delle proprie preoccupazioni esagerate e per sviluppare, anche attraverso tecniche cognitivo-comportamentali, modi nuovi per gestire l’ansia nelle diverse situazioni e nel proprio mondo emotivo, così da riuscire nuovamente a raggiungere gli obiettivi personali. Altrettanto utile può essere dare uno spazio approfondito di analisi al significato che questi sintomi possono avere. Spesso una difficoltà comunica dei messaggi importanti, al fine di gestire l’ansia, attraverso un codice che non è immediatamente decifrabile. Una psicoterapia può essere determinante per trovare nuove chiavi di lettura che consentano di comprendere maggiormente se stessi utilizzando al meglio le proprie risorse.


ATTACCHI DI PANICO

Il cosiddetto attacco di panico è una condizione intensa in cui l’individuo improvvisamente sperimenta paura o una rapida escalation dell’ansia normalmente presente. Chi ha provato  attacchi di panico descrive l’esperienza come terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, almeno la prima volta. E’ altrettanto tipica, dopo il primo esordio, la paura di un nuovo attacco “paura della paura” che diventa spesso forte e dominante. 

L’attacco di panico è accompagnato da una serie di sintomi somatici e psichici:

- palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia
- sudorazione
- tremori
- dispnea o sensazioni di soffocamento
- dolori al petto
- nausea, brividi o vampate di calore, formicolio
- sensazioni di sbandamento o svenimento, vertigini
- sensazione che la realtà circostante sia estranea o lontana
- sensazione di essere distaccati da se stessi
- paura improvvisa di morire
- paura di perdere il controllo

Non tutti i sintomi sopra elencati sono necessari per affermare che si tratti di un attacco di panico.  In molte situazioni quello che sentiamo è uno solo o alcuni dei sintomi caratteristici. La frequenza e la gravità del problema può variare ampiamente nel corso del tempo e delle circostanze all’interno delle quali si presenta. Per esempio possiamo avere degli attacchi di panico una volta alla settimana, una volta al mese o assistere al loro ripresentarsi in modo regolare e frequente per mesi. Vale lo stesso per l’intensità che può essere live, moderata o acuta.
Non è raro assistere alla possibilità che le persone, dopo il primo attacco di panico, si ritrovino rapidamente a sperimentare l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dalle quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto, nel caso di un attacco di panico inaspettato. È molto frequente sperimentare l’impossibilità di uscire da soli, prendere il treno, la metropolitana, l’autobus, guidare l’auto, stare in mezzo alla folla o in cosa, e tante altre situazioni similari che vengono vissute con molta ansia come per esempio gli spazi oggettivamente ristretti, privi di finestre o con la porta chiusa. In quest’ultima situazione ciò che è temuto è lo spazio chiuso all’interno del quale si sperimenta la sensazione che non ci sia aria a sufficienza e che quindi possa sopraggiungere la morte per soffocamento.

A volte le persone affette da questa forma di fobia temono anche che le pareti della stanza possano stringersi fino a schiacciarle.
Esiste una cura farmacologica degli attacchi ma spesso è sconsigliabile come unica forma di trattamento  e si basa fondamentalmente su due classi di farmaci: benzodiazepine e antidepressivi, spesso impiegati in associazione.
La terapia psicologica, all’interno della quale non vengono somministrati farmaci, è utile per aiuta le persone a capire quali sono i fattori scatenanti, nel qui ed ora, e per costruire un modo di reagire più costruttivo a tale condizione di ansia o di paura.

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